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Aiello del Friuli

Quale che sia l’origine dell’etimo - Agellus o Sacellum: minuscolo podere o piccolo luogo sacro per onorare le divinità - vuol pur sempre indicare un centro abitato sorto in funzione di cosa graziosa, gentile, garbata: e grazia, gentilezza e garbo sembrano proprio formare il carattere di persone e di cose di questa borgata della bassa friulana, dove, accanto ad aristocratici palazzi gentilizi, circondati da ameni parchi, si trovano nitidi villini tutta luce, movimento, lindezza e colore.

Il paese è raggruppato intorno alla chiesa e lungo le quattro strade che, a forma di raggera, si dipartono dalla piazza. Sono le strade che portano a Joannis, a Crauglio, a Campolongo, ad Alture. Per secoli e secoli Aiello rimase un paese di poverissimi agricoltori condannati ad una vita di lavoro pesante. Nonostante ciò la gente ha saputo coraggiosamente attaccarsi a questa terra, nella speranza che alle generazioni future fosse riservata una vita migliore.

Un’interessante attrattiva di questo piccolo centro rurale è costituita dalla presenza di incantevoli meridiane sui muri delle abitazioni, caratteristica questa che ha fatto acquisire a questo paesino l’appellativo di “Città delle Meridiane”.