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Campolongo - Tapogliano
Il Comune di Campolongo Tapogliano è stato costituito nel 2009 per fusione dei comuni Campolongo al Torre e Tapogliano.

CAMPOLONGO

Negli Annali del Manzano (vol. IV pag. 211) si incontra per la prima volta il nome di Campolongo in una nota relativa al marzo dell’anno 1327. “Collette imposte dal Capitolo (Aquileia) ai massari (coloni) della Carripa e Dapiferato, al ritorno del Patriarca, così come stanno esposte nella nota seguente in Budrio, Orasaria, Campolongo e Visco, San Pietro d’Isonzo...”.

Dunque nel 1327 in Campolongo c’erano dei “massari” soggetti al Capitolo patriarcale di Aquileia. Poi i documenti tacciono. Si sa soltanto che Campolongo fu occupato dalla Repubblica di Venezia nel 1420. Campolongo era amministrata dai propri degani e da “notari” veneti.

La “villa” poi, incuneata entro il territorio arciducale austriaco, sentiva spesso il peso delle incursioni straniere, che l’Austria allora istigava o alimentava, tanto che Biagio Rith de Colemberg, giureconsulto gradiscano, poté scrivere nei suoi Commentari della Guerra Moderna quanto segue: “... il dì ventesimo primo del mese di maggio 1616 alcuni (arciducali), sostando fuori di Gradisca, saccheggiarono la villa di Campolongo, assai stimata dai Veneti”. In altra circostanza Campolongo fu messa a ferro e fuoco, e la cronaca del catapano della parrocchia ci sa dire che durante questa azione di razzia arciducale venne ucciso il curato, incendiata la canonica con l’annesso archivio e furono asportate dal paese granaglie e bestiame.

Campolongo rimase sotto il dominio veneto fino alla caduta di Venezia, cioè dall’anno 1420 al 1797 (Pace di Campoformido); quindi passò sotto il Regno Italico, poi venne assegnato all’Impero Asburgico. Durante la Terza Guerra d’Indipendenza, Campolongo vide gli ultimi combattimenti fra i soldati del Regno d’Italia ed i soldati austriaci, però rimase possesso dell’Impero.
Con la Prima Guerra Mondiale fu annesso all'Italia.


TAPOGLIANO


Delimitato a Est dal torrente Torre che in questo punto riceve le acque del torrente Judrio, e da Nord a Sud dai centri di San Vito, Crauglio e Campolongo, Tapogliano, con 501 ettari di superficie e poco meno di 500 abitanti, è uno tra i più piccoli comuni della Bassa Friulana e del Friuli stesso.

Lapidi ritrovate, recanti scritte latine, chiarificano l’ipotesi che il nome del paese derivi dal “cognomen” latino “Tappulius (Tappulus)”, possibile assegnatario romano di queste terre, l’insediamento probabilmente è conseguente a quello d’Aquileia (181 a.C.).
Il primo documento menzionante Tapogliano risale al 1170, anno in cui il marchese Voldarico di Attimis cedette i suoi possedimenti, tra cui Tapogliano, al patriarca di Aquileia. Il nome del paese cambierà da documento a documento: prima Tapoliano, poi Villa di Tapoglano, Tappolano, Tapoglan e infine Tapogliano. Nel 1353 fu Feudo Patriarcale dipendente dalla gastaldia di Aiello. Nel 1420 venne incorporato alla Serenissima Repubblica di San Marco per poi passare, nel 1509, sotto l’Arciducato d'Austria.

Nel 1797 l’Austria decretò il paese Comune autonomo, il quale, nel 1866, a seguito della III guerra d’Indipendenza ( i cui ultimi combattimenti tra le truppe del generale Cialdini e quelle austriache si svolsero presso il vecchio ponte sul Torre ), fu aggregato al distretto di Cervignano e ricongiunto all’Italia durante la Grande Guerra del 1915-1918. Di quest’ultima restano, a imperitura testimonianza, le trincee mai utilizzate. Nel 1929 la dittatura fascista decretò Tapogliano frazione di Campolongo al Torre: nel 1947, con l’avvento della Repubblica Italiana, ridivenne Comune autonomo.